Il calcio e il tressette “ciapa no”

Caro direttore,

continua più appassionante che mai il campionato di ciapa no. Si tratta, come certamente i lettori sanno, di quella variante del tressette che ha lo scopo di non fare punti, guai portare a casa un carico, maledette le briscole.

Il gioco ha origini lombardo-venete (“Paron” Nereo Rocco era un vero campione) ma si è presto diffuso in tutta la penisola. Adesso lo giocano più o meno tutti. La Juventus di Antonio Conte, per esempio, che un paio di mesi fa aveva in mano tutte le carte per prendere lo scudetto ed è riuscita a schivare il cappotto. Poi il Napoli di Mazzarri. Ogni volta che il gioco si fa duro riesce a far sparire i suoi carichi (l’ultimo desaparecido è Cavani) e molla la presa.

L’ultima mano ieri: la Juventus era a un passo, bastava vincere in casa contro un avversario in fondo abbordabile come la Sampdoria e invece no, il Napoli ha dimostrato di essere un vero campione di ciapa no, lasciando la mano alla Juventus. I punti di svantaggio sono rimasti quattro, invece dei possibili due. Un vero colpaccio.

Un colpaccio che, comunque, non ha niente a che vedere con quelli dell’Inter. Lì, in casa Moratti, ci sono i veri campioni del ciapa no. Com’è come non è, in mano non hanno mai carichi, ma solo scartine e con le scartine non si vince, si è visto a Firenze dove Stramaccioni ha fatto una partita perfetta. Avesse tolto anche Handanovic, che evidentemente ancora non ha capito le regole e pensa di giocare il tressette tradizionale, sarebbe stato perfetto.

In effetti il ciapa no non è facile da giocare. Pensate che negli altri paesi neanche lo conoscono. Non sanno che cosa sia in Inghilterra, né in Germania, né in Spagna dove Manchester United, Bayern e Barcellona continuano a giocare per vincere. Lo stanno piano piano imparando in Francia e sapete perché? Perché lì c’è uno dei nostri, Ancelotti, che lo sta spiegando giornata dopo giornata al PSG. Ieri ha fatto un bel passo avanti nella sua spiegazione, riuscendo a non fare punti contro la squadretta del Sochaux e il Lione si è avvicinato. Bravo Carletto, “paron” Rocco sarebbe fiero di te.

Meno bravo, bisogna dirlo, il prode Galliani. Cosa gli è venuto in mente di andare a prendere Balotelli? Quello, testone com’è, il ciapa no non lo imparerà mai. Per lui L’essenziale, come canta Mengoni, è vincere e fare gol, su rigore, su punizione o su azione non importa, basta che il pallone vada in rete. Non c’è verso di fargli cambiare idea. L’ha capita El Shaarawy, l’ha sempre saputo Robinho, ma lui niente, non se lo vuole mettere in testa.

Figuriamoci se lo fa questa settimana che c’è in programma il derby.

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