Il fondo “corto” si ricolora di azzurro

Federico Pellegrini, terzo a Davos, riporta i nostri colori sul podio nello sprint a tecnica classica dodici anni dopo Giorgio Di Centa e tredici dopo Fabio May, anch’essi terzi in Coppa del Mondo

All’esordio si chiamava ko sprint, sembrava un controsenso visto che si parlava (e si parla ancora oggi) di sci di fondo. E nel 1998 una prova di Coppa del Mondo della nuova specialità si disputò a Milano, al velodromo Vigorelli che nessuno poteva scambiare per uno stadio nordico. Allora fu neve obbligatoriamente programmata, cannoneggiata perché la gara si facesse, con l’imbarazzo dell’inversione termica. Era il 9 dicembre, si squagliava qualsiasi cosa, figuriamo la neve, ma tutto andò in porto.

Ancor meglio è andata ieri sulle nevi svizzere, a Davos, dove il 22enne valdostano delle Fiamme Oro Federico Pellegrini ha conquistato il podio nella sprint a tecnica classica di Davos, in Svizzera. Terzo alle spalle del kazako Alexey Poltoranin che si è imposto davanti allo svizzero Dario Cologna.

Ci siamo rifatti vivi con Pellegrini visto che in sole due occasioni, e sempre a Engelberg, i fondisti azzurri sono stati in grado di salire sul podio in questo tipo di gara. La prima volta è capitata nel 1999 con Fabio May, terzo. Identico risultato l’anno dopo con Giorgio Di Centa.

Dopo un sacco di tempo, dodici anni, Federico Pellegrini aggiorna le statistiche azzurre con il miglior tempo delle qualificazioni, per poi affrontare senza timori i quarti di finale e semifinale. Nella finalissima è stato in gioco sino al temine, poi ha dovuto arrendersi a due avversari più esperti. Non dimentichiamo che l’età verde non lo agevola.

Ora l’appuntamento che conta sono i Mondiali in Val di Fiemme, in cui gli azzurri si sentono competitivi anche per la gara team sprint.

 

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