Il Dottore stagionato

A Sepang dopo i primi test stagionali di MotoGp torna il sorriso sulle labbra di Valentino. Altri sono rossi o rosi (d’invidia). Ma è presto per qualsiasi verdetto

Primi test pre stagionali a Sepang per verificare le possibilità degli aspiranti al titolo 2013 della classe MotoGp. Appuntamento fondamentale, viste le poche giornate concesse dal regolamento per provare le moto prima che la stagione inizi. Sorvoliamo sulla follia di non consentire a un pilota di allenarsi nella sua disciplina per ragioni meramente economiche con la moto con la quale gareggerà, lasciando che la preparazione sia lasciata ad attività motoristiche differenti, come il cross o lo speedway, con grande rischio di infortuni, e analizziamo quali sono stati i risultati di questi tre giorni intensi di prove.

La Honda pare aver puntato sul cavallo giusto, il giovane Marquez, subito velocissimo, poco staccato dal caposquadra Pedrosa, il più in palla di tutti.

Se su Pedrosa “vincente” avremmo vinto una facile scommessa è chiaro che le più grosse incertezze e le più alte aspettative erano tutte per Valentino tornato in Yamaha e per la Ducati orfana del Dottore e del progettista-padre Preziosi.

Cominciamo da Rossi, il pilota che lo scorso anno molti avevano dato per finito, vecchio, bollito. Valentino esce da questi tre giorni rinfrancato, sollevato e felice come non lo abbiamo mai visto nelle due stagioni da ducatista. L’espressione smarrita, triste e malinconica della scorsa stagione, quando non riusciva a capire la moto, le reazioni e non azzardava soluzioni, ha finalmente lasciato il posto al vecchio sorriso con cui ci ha abituato in anni di trionfi.

La guida impiccata, sempre sulle uova, con il timore di reazioni scomposte, è tornata spettacolare e disinvolta, dalla Ducati che proprio non ne voleva sapere di piegare alla Yamaha che lo costringe a chiudere i gomiti per non strisciarli il passo è enorme.

Lui stesso aveva dichiarato, prima di questo appuntamento, di essere molto preoccupato di scoprirsi non più veloce come un tempo, di essere ormai meno competitivo delle nuove generazioni spagnole, di Lorenzo, Pedrosa e Marquez.

Essere lì davanti, a un decimo dal compagno e a un soffio da Pedrosa, ci ha restituito il campione che ricordavamo: funambolico, veloce e sorridente.

Chi esce con le ossa a pezzi e con poche idee è la Ducati, che si presenta per tre giorni con una moto vecchia e senza sviluppo, soprattutto con un nuovo pilota che dovrebbe provare a domarla, Dovizioso. Il cronometro è impietoso, siamo a due secondi dai migliori, quasi da prendere i tempi con la clessidra; la strada da percorrere tutta in salita e mentre tutti nei tre giorni sono migliorati il team italiano ha fatto il passo del gambero.

Il buon Dovi si è assunto un duro compito, rendere competitiva una moto che pare ostica a tutti quelli che l’hanno guidata eccetto Stoner, la moto che ha fatto scappare a gambe levate Melandri, che ha fatto arrendere Rossi.

Tra meno di due settimane ci saranno gli ultimi tre giorni di test e poi inizierà la stagione. Attendiamo impazienti conferme o smentite, comunque felici per una stagione che si prospetta meno monotona e soporifera di quella passata, trascorsa senza grandi duelli da ricordare o sorpassi da incorniciare.

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