Ecco a voi la Ferrari cinesizzata

La vera novità della Ferrari non è il propulsore, in senso stretto, o l’aerodinamica della F138 o altre soluzioni tecniche svelate oggi a Maranello, quanto la spinta economica che viene dalla cinesizzazione della “rossa” che annota, dopo la banca Santander, primo sponsor, un altro investitore, la cinese Weichai Power che si occupa di componentistica nel settore automotive, come a dire che sull’auto sono … ben motivati. E compare sulle fiancate, davanti al parabrezza e sui caschi dei piloti.

L’importo della sponsorizzazione cinese è naturalmente top secret e non lo chiederemo mai, per discrezione, né a Luca Cordero di Montezemolo né ai suoi sodali. Menchemeno a Sergio Marchionne, che magari lo sa perché è stato propulsore dell’affare. Di certo, per fare il verso a Marco Bellocchio e al film che lo ha reso celebre, la Cina è vicina, anzi è molto più vicina di quanto le distanze non lascino supporre. Ma in questo mondo già globalizzato perché non aspettasi anche la globalizzazione della Ferrari?

L’accordo con Weichai Power è quadriennale, spirerà alla fine della stagione 2016.

Weichai Power, come annota repubblica.it in un informatissimo servizio a firma Vincenzo Borgomeo, vanta oltre 50.000 dipendenti in tutto il mondo e occupa posizioni di tutto rispetto nel ranking cinese delle aziende: a fine 2011 figurava 93.a nell’elenco delle 500 maggiori aziende cinesi. Tra le 500 manifatturiere cinesi era ancor meglio posizionata, al 35° posto, e addirittura era settima fra le 500 del settore macchine industriali..

Sempre dalla stessa fonte apprendiamo che il Gruppo Weichai è stato fondato nel 1946 e si occupa di quattro aree: veicoli commerciali, sistemi di trazione, componentistica per il settore automotive e yacht di lusso. Vanta anche aziende controllate e filiali in Europa, Nord America, Sud est asiatico e altre aree nel mondo.

Il Gruppo industriale attraverso le controllate produce anche motori di serie per navi.

Quanto all’italianità, se così la si può definire, lo scorso anno hanno acquisito la Ferretti, il più grande produttore di yacht di lusso al mondo, che ancora si chiama Ferretti ma ha già gli occhi a mandorla.

di SportivamenteMag

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