Confidiamo nella sportività elvetica

Sono neutrali dal 1674 e questo è un bel vantaggio. Speriamo che in occasione dell’amichevole Italia-Brasile a Ginevra nessuno spettatore dia vita a manifestazioni di razzismo.

Sarebbe sinceramente il colmo, visto che la Federcalcio, d’intesa con la Fifa, ha stabilito che all’amichevole Italia-Brasile del 21 marzo, in programma a Ginevra, sarà abbinata una manifestazione contro il razzismo alla quale è stato invitato il rossonero Kevin Prince Boateng.

Boateng dopo l’episodio di Busto Arsizio del 3 gennaio quando abbandonò il campo (imitato dai compagni di squadra) per protesta contro un manipolo di idioti che lo apostrofavano con cori razzisti durante l’amichevole Pro Patria-Milan, è divenuto un simbolo anche per le Nazioni Unite che hanno consacrato il 21 marzo come “Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali”. La si festeggerà in diversi Paesi, più solennemente a Ginevra.

Speriamo in bene, soprattutto se Prandelli, come crediamo, schiererà Mario Balottelli, un tipo che suscita reazioni varie. E di giocatori di colore il Brasile ne schiera un tot.

Qualche reazione, prima dell’incontro, ci verrà da chi scrive che siamo noi ad alimentare l’odio razziale, per il solo fatto che ne parliamo. C’è chi ne parla e chi li manifesta, i sentimenti razziali, in modo concreto.

Jozy Altidore

Jozy Altidore

Il penultimo episodio (qualcosa, sul tema, ci sfugge sempre) è di ieri, in Olanda. I tifosi del Den Bosch, squadra di seconda divisione, si sono divertiti a insultare e intonare cori a sfondo razziale nei confronti di Jozy Altidore, attaccante americano dell’AZ, durante i quarti di finale della Coppa d’Olanda.

Altidore, che pure è abituato a certi trattamenti, ha raccontato che mai gli era successo di essere oggetto di episodi così gravi, non rubricabili come “falli di frustrazione” (il Den Bosch ha perso 5-0 in casa contro l’AZ) e ha aggiunto sconsolato: “Non c’è niente da fare, posso solo pregare per loro e sperare che diventino persone migliori”.

Unica novità di questo panorama sempre fosco, i dirigenti del Den Bosch durante la partita si sono affannati, invano, nell’esortare i loro tifosi a fermare i cori razzisti. Il loro comportamento attenuerà le decisioni del Giudice sportivo olandese. Ammenda ridotta, per quel che vale.

In attesa di punizioni efficaci (Sepp Blatter non blateri, si dia da fare) noi ci limitiamo ad annotare gli episodi. Abbiamo molto spazio sul taccuino.

di SportivamenteMag

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